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#Riparto - Percorsi di Welfare aziendale

Per agevolare il rientro al lavoro delle madri, favorire la natalità e il work-life balance


Negli ultimi anni si parla spesso di welfare aziendale, che comprende misure e iniziative per dipendenti e collaboratori. Il welfare porta vantaggi ai dipendenti, che riescono a conciliare vita privata e lavorativa. Anche l’azienda trae beneficio dall’implementazione di piani di welfare aziendale, in termini di miglioramento della produttività e del clima aziendale e in termini fiscali.


L’Avviso pubblico #RiParto è una iniziativa prevista dall’articolo 1, commi 23 e 24, della legge 30 dicembre 2020, n.178, che si inserisce nell’ambito della missione istituzionale di competenza del Dipartimento per le politiche della famiglia di impulso e promozione di buone pratiche a tutti i livelli, pubblico e privato, da promuovere e poi monitorare ai fini della replicabilità e messa a sistema sul territorio nazionale.


In particolare, l’iniziativa ha il fine di sostenere il ritorno al lavoro delle lavoratrici madri dopo l’esperienza del parto, anche attraverso l’armonizzazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia, mediante il finanziamento di progettualità proposte dalle imprese, che siano in grado di fornire un sistema integrato di strumenti atti a favorire la risoluzione di problemi comuni alle lavoratrici madri dopo l’arrivo di un figlio.


L’azione del Dipartimento per le politiche della famiglia è parte di una strategia organica, in cui rientra anche un rafforzamento del coinvolgimento del mondo delle imprese nel cambiamento operativo, ma soprattutto culturale, riguardante la partecipazione femminile al mercato del lavoro e il sostegno all’empowerment femminile e genitoriale.


La Ministra delle pari opportunità Elena Bonetti ha sottolineato che il welfare aziendale è “strategico “. “Con il bando #RiParto pubblicato dal Dipartimento per le politiche della famiglia prosegue il cammino che abbiamo intrapreso con il Family Act, il Pnrr e la Strategia per la parità di genere per sostenere la genitorialità e favorire la conciliazione della vita familiare con il lavoro delle donne. Investiamo 50 milioni di euro per finanziare le progettualità delle imprese che introducono azioni e strumenti per armonizzare le esigenze lavorative delle neomamme. Un altro passo concreto per accompagnare il rientro al lavoro delle donne e valorizzare l’esperienza della maternità nel percorso della carriera”.


Area Geografica: Italia.


Scadenza: 5 Settembre 2022.


Beneficiari: imprese, consorzi e gruppi di società, anche in rete tra loro.

Settore: Turismo, Servizi/No Profit.


Spese finanziate: Consulenze/Servizi, Promozione/Export, Opere edili e impianti, Avvio attività / StartUp, Attrezzature e macchinari.


Dotazione finanziaria: € 50.000.000,00


Agevolazione: Contributo a fondo perduto.

Il finanziamento concesso con l’Avviso non si configura come aiuto di Stato per cui non può essere applicato il regime de minimis.

Il contributo si concretizza nella concessione di un finanziamento per la quale non è prevista alcuna restituzione.


Entità dell’agevolazione e garanzie:

La richiesta di finanziamento per ciascuna iniziativa progettuale deve essere compresa:

- tra un minimo di € 15.000,00 e un massimo di € 50.000,00 per le microimprese (cofinanziamento minimo 10%, ovvero con risorse umane, beni e servizi messi a disposizione dal soggetto proponente quantificabili nella percentuale suddetta);

- tra un minimo di € 30.000,00 e un massimo di € 100.000,00 per le piccole imprese (cofinanziamento minimo 15%, ovvero con risorse umane, beni e servizi messi a disposizione dal soggetto proponente quantificabili nella percentuale suddetta);

- tra un minimo di € 80.000,00 e un massimo di € 250.000,00 medie imprese (cofinanziamento minimo 20%, ovvero con risorse umane, beni e servizi messi a disposizione dal soggetto proponente quantificabili nella percentuale suddetta).

- tra un minimo di € 200.000,00 e un massimo di € 1.000.000,00 per le grandi imprese (cofinanziamento minimo 30%, ovvero con risorse umane, beni e servizi messi a disposizione dal soggetto proponente quantificabili nella percentuale suddetta).


Interventi agevolabili:

Destinatarie delle azioni progettuali sono le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato e determinato, anche in part time, del soggetto proponente sia in forma singola che associata, incluse le dirigenti, le socie lavoratrici di società cooperative, le lavoratrici in somministrazione nonché le titolari di un rapporto di collaborazione purché la natura e le modalità di esecuzione del rapporto siano compatibili con la tipologia e con la durata dell’azione proposta con la domanda di finanziamento.


Le proposte progettuali, provenienti da tutto il territorio nazionale, devono prevedere azioni, nel contesto dell’ambiente di lavoro e nella relativa organizzazione, incluse nelle seguenti aree di intervento:

a) supporto all’assunzione del nuovo ruolo genitoriale in un’ottica di armonizzazione della vita privata e lavorativa, e comprese iniziative di sostegno psicologico e fisico;

b) incentivi economici finalizzati al rientro al lavoro dopo il parto/adozione;

c) formazione e aggiornamento per l’accompagnamento al rientro al lavoro dopo il parto/adozione.

Le proposte progettuali potranno riguardare una o più azioni coerenti tra loro, anche in considerazione delle dimensioni aziendali e del contesto lavorativo di riferimento.


Spese ammissibili:

• spese di personale;

• costi relativi a strumentazioni, attrezzature, immobili e terreni nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto;

• costi della ricerca contrattuale, delle competenze e dei brevetti acquisiti e ottenuti in licenza da fonti esterne alle normali condizioni di mercato;

• spese generali supplementari e altri costi di esercizio, compresi i costi dei materiali, delle forniture e di prodotti analoghi, direttamente imputabili al progetto.


Secondo il rapporto BES – Benessere equo e sostenibile dell’ISTAT, in Italia lo svantaggio delle madri occupate è rilevante. La presenza di figli, soprattutto se in età prescolare, ha un effetto importante sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Le donne tra i 25 e i 49 anni sono occupate nel 73,9% dei casi se non hanno figli. Invece, lo sono nel 53,9% se hanno almeno un figlio di età inferiore ai 6 anni.


I cambiamenti avvenuti in questi anni a seguito della crisi conseguente alla pandemia da Covid-19, hanno ulteriormente aggravato i divari di genere sul mercato del lavoro generando quella che è stata chiamata “shecession”, a causa dell’impatto economico particolarmente sfavorevole per le donne rispetto agli uomini. L’impatto negativo della crisi pandemica risulta ancora più intenso per le donne con figli, soprattutto se in età prescolare, concentrandosi quindi nella fascia di età 25-49, per la quale i bassi livelli occupazionali e i divari di genere sul mercato del lavoro sono più marcati.


In questo scenario dunque si inserisce il bando RiParto insieme all’esonero contributivo per mamme lavoratrici 2022, le agevolazioni sulle assunzioni di donne nel 2022 e ai recenti schemi Decreto su conciliazione vita – lavoro e tutele lavoratori. Infine, numerosi interventi sono stati previsti con il Family Act che porta ad un cambio radicale delle agevolazioni per le famiglie e i figli a partire dall’introduzione dell’assegno unico universale figli.


Se interessato scrivi a richieste@contributoutile.it oppure chiama il numero verde gratuito 800.600.878



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