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Industria 4.0: da Super/Iper ammortamento a Credito d'imposta?

Si avvicina la nuova legge di bilancio ed il Ministero dello Sviluppo Economico (in occasione del tavolo Transizione 4.0) ha presentato alle imprese la sua proposta di revisione degli incentivi per il piano Industria/Impresa 4.0.


Prima grande modifica sostanziale riguarda la FINE del super e iper ammortamento a favore, sugli stessi investimenti, di un nuovo CREDITO D'IMPOSTA. Questo credito, analogamente a quello previsto per le attività di Ricerca & Sviluppo, è utilizzabile in compensazione e valevole per 5 anni.


Purtroppo, essendoci esigue risorse, l'idea iniziale di poter rendere la nuova normativa triennale pare al momento sfumata, visto che il Ministero dispone nella sua proposta il rinnovo per un solo anno (2020).


Comunque reputiamo questa proposta un'ottima notizia per le PMI; il credito d'imposta diventa subito fruibile (senza dover più attendere la fine del piano di ammortamento dei beni acquistati) ed aumenta la platea di potenziali beneficiari di circa il 40% in quanto ne potranno usufruire “tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, ivi incluse, le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito”.


Il nuovo credito d’imposta per investimenti in beni strumentali è differenziato a seconda della tipologia di investimenti (che corrispondono agli attuali superammortamento, iperammortamento e maxiammortamento per i software).


Scendono leggermente i benefici. Vediamoli nel dettaglio:


SUPER AMMORTAMENTO

Dall'attuale 7,2% di beneficio (spalmato nel numero di anni di ammortamento del bene) si dovrebbe passare ad un 6% di credito d'imposta per beni fino a 2,5 milioni di euro di valore.

IPER AMMORTAMENTO

Il nuovo credito d'imposta sui beni Industria 4.0 avrà invece due scaglioni:

- 40% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro

- 20% per gli investimenti compresi tra i 2,5 e i 10 milioni


E' stata dunque ridotto il tetto massimo dell'investimento; ad oggi la normativa agevolava infatti beni fino a 20 milioni, dall'anno prossimo varrà "solo" fino a 10 milioni.


Le due aliquote sono inoltre leggermente inferiori al valore dell’incentivo attuale.

Il credito d’imposta al 40% sostituirebbe l’iperammortamento al 270% che vale oggi il 40,8% dell’investimento, mentre l’aliquota al 20% (per gli investimenti tra 2,5 e 10 milioni) corrisponde all’attuale iperammortamento al 200% che offre a un vantaggio del 24% sul costo del bene (si passa quindi dal 40,8% al 40% e dal 24% al 20%).


Restano in piedi gli stessi paletti già esistenti per l’iperammortamento, cioè la perdita del beneficio in caso di cessione del bene o di delocalizzazione.


Il credito d’imposta per gli investimenti in beni immateriali / software, anche se acquisiti con abbonamenti a piattaforme in cloud, è invece del 15%. Anche in questo caso viene introdotto un limite per gli investimenti agevolati, il cui massimo è pari a 500.000 euro.


Attualmente questi investimenti sono coperti da un maxi ammortamento al 140% che vale il 9,6% del costo di acquisizione. Da una parte quindi si introduce un limite di spesa, tuttavia dall'altra parte si va ad aumentare il beneficio. Un'altra bella notizia è che, a differenza di quanto accade oggi, la fruizione di questo incentivo diventa inoltre indipendente rispetto all'acquisizione di un bene materiale, che oggi era un limite non indifferente per le PMI.


Tradotto in parole ancora più semplici: se oggi il software diventava "iper ammortizzabile" solo acquistando ANCHE un macchinario presente in allegato "A" del Mise, da domani sarà invece svincolato e diventerà quindi agevolabile con un 15% di credito d'imposta.


TUTTO BENE QUINDI? NO.


Finora abbiamo parlato di lati positivi, veniamo ora ai punti dolenti.


Nella proposta infatti viene indicato che l'effettiva fruizione del credito d'imposta è comunque subordinata, per ciascun periodo d'imposta, al previo invio di apposita comunicazione certificata all'Agenzia delle entrate che dovrà dare il suo "ok" prima dell'utilizza del credito d'imposta. Questa modalità ovviamente rallenta i processi di ottenimento del contributo e mette un vaglio alle ricezione delle domande; non sarà più, insomma, un contributo del tutto "automatico".


PERIZIE RICHIESTE


Anche sotto questo aspetto burocratico, vengono apportate modifiche sostanziali.

Ad oggi la perizia si rendeva obbligatoria solo per i beni che avevano un valore superiore ai 500.000€, nella proposta fatta dal Ministero questa cifra scende a 150.000€.


Questo vuol dire che il "fai da te" (ossia la semplice dichiarazione del legale rappresentante) non sarà più fattibile per beni che superano i 150.000€ di valore.


CUMULABILITA'

Questo nuovo credito d'imposta sarà cumulabile con il credito per i progetti green realizzati grazie all’ausilio delle tecnologie 4.0 già introdotto nel disegno di legge di bilancio (vedi post del blog precedente a questo).


Continueremo a tenervi informati sugli sviluppi. Continuate a seguirci e, se avete in mente degli investimenti, chiedete ai nostri tecnici se possono godere di qualche agevolazione scrivendo a richieste@contributoutile.it


alla prossima.









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