top of page
dan-schiumarini-dcL8ESbsGis-unsplash copy.jpg

Super ZES Sicilia: cosa cambia davvero per il credito d’imposta 2025

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 57 del 10 febbraio 2026, la Regione Siciliana ha varato la Super ZES, intervenendo in modo deciso sul credito d’imposta ZES unica 2025 per le imprese dell’isola.In concreto, la Regione ha stanziato 200 milioni di euro per rifinanziare la misura e riportare al 100% l’intensità del credito d’imposta spettante alle aziende siciliane, neutralizzando di fatto la riduzione percentuale comunicata dall’Agenzia delle Entrate a dicembre.


Il contesto: perché la percentuale era scesa al 60,39%


Lo scenario nazionale di partenza era tutt’altro che semplice:

  • per la ZES unica 2025 erano stati stanziati 2,2 miliardi di euro;

  • le domande presentate dalle imprese, nella finestra 31 marzo – 30 maggio 2025, hanno superato complessivamente i 3,6 miliardi di credito richiesto;

  • di conseguenza, con il provvedimento del 12 dicembre 2025, l’Agenzia delle Entrate ha fissato la percentuale riconosciuta al 60,39% dell’importo richiesto da ciascuna impresa.

Per attenuare questo taglio, la Legge di Bilancio 2026 ha poi previsto un’ulteriore integrazione del 14,6%, da richiedere tramite specifica istanza tra il 15 aprile e il 15 maggio 2026.


Il caso Sicilia: come si arriva al 100% del credito


Guardando alla sola Sicilia, le imprese (piccole, medie e grandi) hanno presentato domande per un ammontare complessivo di circa 836,8 milioni di euro di credito d’imposta.

Su questa cifra:

  • il 60,39% è stato autorizzato dall’Agenzia delle Entrate con la comunicazione del 12 dicembre (circa 502 milioni di euro);

  • il 14,6% sarà potenzialmente coperto dall’integrazione prevista dalla Legge di Bilancio 2026 (circa 125,5 milioni di euro);

  • il totale riconosciuto a livello statale arriva così a circa 627,6 milioni di euro, lasciando scoperti poco più di 209 milioni di euro.

Proprio su questo “vuoto” interviene la deliberazione regionale: la Super ZES stanzia 200,4 milioni di euro per colmare quasi integralmente la parte non coperta, consentendo di fatto alle imprese siciliane di tornare, nella sostanza, a un’intensità prossima al 100% del credito originariamente richiesto.

La delibera precisa inoltre che lo stanziamento potrà essere incrementato in futuro in funzione degli aggiornamenti sul fabbisogno legato alla ZES unica.

Al momento, però, non sono ancora note le modalità operative: non è cioè chiaro se l’integrazione sarà riconosciuta in modo automatico o se saranno necessarie istanze integrative da parte delle imprese. Questo passaggio sarà determinante per capire tempi e procedure concrete.


ZES unica e Iperammortamento 2026: il nodo del cumulo


Il quadro per le imprese non si esaurisce nella ZES unica e nella Super ZES. Un tassello chiave è rappresentato dall’Iperammortamento 2026, introdotto dall’ultima Legge di Bilancio e pensato per sostenere gli investimenti in beni strumentali innovativi.

Ad oggi, però:

  • manca ancora il decreto attuativo che deve definire modalità di accesso, requisiti tecnici e procedure;

  • si attende anche una formalizzazione della rimozione del vincolo “made in EU” sui beni agevolabili, annunciata dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo ma non ancora recepita in un testo normativo aggiornato.


Questa incertezza produce un duplice effetto:

  1. Rende di fatto non operativo l’iperammortamento, perché le imprese non possono ancora presentare domande né avere certezze sui requisiti;

  2. Complica la pianificazione degli investimenti in ottica di cumulo tra ZES unica/Super ZES e Iperammortamento: senza regole chiare, le aziende faticano a decidere quando investire e dove acquistare i beni strumentali.

In sintesi, gli incentivi ci sono, ma la tempistica normativa rischia di limitarne l’efficacia, soprattutto per chi ha bisogno di programmare investimenti importanti con anticipo.


Cosa significa tutto questo per le imprese siciliane


Per le aziende con sede o unità produttive in Sicilia, il messaggio è chiaro:

  • la Super ZES restituisce al territorio un livello di sostegno fiscale molto elevato sugli investimenti già programmati nel 2025;

  • il credito d’imposta potenzialmente recuperabile torna ad avvicinarsi agli importi originariamente attesi prima delle riduzioni percentuali comunicate a dicembre;

  • restano però variabili aperte: modalità operative regionali, iter per l’integrazione, tempi di liquidazione del credito.

In parallelo, l’assenza del decreto attuativo sull’Iperammortamento 2026 obbliga le imprese a muoversi con cautela nelle scelte di investimento, soprattutto se si punta a massimizzare il cumulo tra diverse agevolazioni.


Perché serve una strategia, non solo un’agevolazione


Il quadro normativo di ZES, Super ZES, iperammortamento e altri incentivi è in continua evoluzione: importi, percentuali, finestre temporali, circolari interpretative e delibere regionali si succedono a ritmo serrato.

In uno scenario così dinamico:

  • limitarsi a “inseguire il bando” può portare a scelte tattiche poco coerenti con la strategia aziendale;

  • la gestione non strutturata delle agevolazioni può tradursi in errori di pianificazione, ritardi o perdita di opportunità;

  • diventa cruciale integrare gli incentivi in un piano di sviluppo chiaro, che tenga insieme investimenti, tempi di realizzazione, fabbisogni finanziari e rischi operativi.

Affidarsi a un consulente specializzato in finanza agevolata, in grado di leggere decretazioni nazionali, delibere regionali e cumuli possibili tra misure diverse, significa trasformare la complessità normativa in scelte concrete per la crescita dell’impresa: capire dove investire, quando farlo e con quali strumenti, invece di navigare a vista in un mare di provvedimenti che cambiano di continuo.


Se interessato scrivi a richieste@contributoutile.it oppure chiama il numero verde gratuito 800.600.878





fondo perduto sostegno aziende agricole sicilia


 

 

 

Commenti


bottom of page