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Sicilia: pasticcio con i progetti europei e Bruxelles blocca i fondi Ue

Aggiornato il: 29 ago 2019


Stop ai fondi comunitari per la Sicilia.

E’ la sanzione prevista in un documento di 5 pagine con cui Bruxelles ha interrotto l’erogazione dei fondi per l’Isola.


La lettera firmata dal direttore generale delle Politiche regionali, March Lemaitre, accusa la Regione soprattutto per le procedure seguite per aumentare i livelli di spesa negli ultimi mesi.


Procedure avviate da Palermo per evitare di perdere finanziamenti europei destinati alla Sicilia e rimasti inutilizzati.


E’ stato, nei giorni scorsi, l’ambasciatore Maurizio Massari a comunicare l’interruzione dell’erogazione dei fondi per almeno sei mesi.

Si parla di circa 10 milioni di euro stoppati da Bruxelles, non proprio una cifra enorme rispetto a quanto arriva ogni anno in Sicilia dall’UE.


Fondi che riguardano le spese certificate nei primi sei mesi dell’anno. Ma è un precedente pericoloso per il Governo Musumeci che entro la fine dell’anno dovrebbe spendere circa 400 milioni di euro, pena la restituzione delle somme.


Il meccanismo si è inceppato nella procedura di certificazione delle spese. In sostanza la Regione anticipa i fondi europei per finanziare i vari bandi, poi certifica la spesa all’Europa che verifica il tutto e rimborsa le somme.


Ma questa procedura adesso è stata bloccata dalla sanzione e mette nei guai gli uffici regionali. Infatti oltre ai ritardi nella spesa adesso c’è questo stop imposto da Bruxelles.


Da Palermo si dicono convinti di poter evitare ulteriori gravi conseguenze. Ma la lettera dell’Unione Europea specifica che se la Regione non rimedierà alle carenze emerse l’erogazione dei fondi resterà interrotta.


“La Regione è invitata a dare conferma che la spesa dichiarata è priva delle problematiche individuate. In assenza di questa conferma provvederemo a interrompere il termine di ogni futura domanda di pagamento intermedio fino a che le problematiche non siano state risolte e siano state ottenute garanzie sulla legalità e regolarità della spesa”, è quanto si legge nella lettera.


In particolare vengono contestate le procedure per mega appalti che erano stati finanziati dalla Regione ma non erano, inizialmente, compresi nei programmi di spesa dei fondi Ue.


La forzatura sta anche nel fatto che le opere sono state iniziate prima che partisse il piano di spesa.


Una forzatura che evitò alla Regione di restituire i fondi all’Unione europea, adesso però da Bruxelles hanno fatto scattare lo stop. In particolare, si legge nella lettera, “sono state dichiarate alla Commissione spese sostenute prima del periodo di ammissibilità, ad esempio fatturate nel 2013, e spese non ancora sostenute al momento del pagamento (Iva e altre tasse)”.


In più sono state individuate irregolarità sugli appalti per 4 degli 8 progetti controllati: Raddoppio allestimento centri funzionali della Protezione civile, Raddoppio ferroviario Palermo-Carini tratta B, Opere fognarie Aci Castello, Riqualificazione urbana del Comune di Bronte”.


Uno dei progetti controllati, le opere di potabilizzazione di Vulcano e Lipari, è stato completato prima che la domanda di ammissione a finanziamento fosse trasmessa.

Bruxelles ha già rimborsato a gennaio i fondi chiesti dalla Regione, e queste spese non sono a rischio.


Ma lo stop imposto mette a rischio i prossimi fondi e le prossime scadenze. Un pasticcio non indifferente.


fonte: Tp24

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