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Piemonte: Ricerca e sviluppo con i fondi dell’Europa, arrivano 50 milioni per le piccole imprese

La Regione presenta un pacchetto di misure sostenute dall’Ue. Cirio: “Le Pmi non saranno più escluse”

Senza ricerca non c’è innovazione e senza innovazione non c’è futuro per le imprese. Soprattutto per quelle di medie e piccole dimensioni, le più colpite dalla crisi economica e le più fragili di fronte alle sfide dell’economia globale. Delle 1557 attività imprenditoriali scomparse a Torino e provincia nel 2018, il 95,5 per cento era costituito da micro-imprese, quelle cioè con un numero di dipendenti inferiore alle dieci unità. Ma il problema non riguarda solo il capoluogo. L’intera ossatura del sistema produttivo piemontese continua a essere costituita principalmente da Pmi, ed è il motivo per cui qui l’urgenza di trovare una risposta è più sentita che altrove.

Un segnale importante in questa direzione arriva dallo stanziamento, a partire dal 15 luglio, di 51,5 milioni di euro per la ricerca industriale. Un’iniezione di risorse che arrivano dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). «Abbiamo portato avanti il percorso di sostegno all’industria tracciato dall’amministrazione precedente - ha sottolineato il presidente del Piemonte Alberto Cirio - introducendo però un elemento di novità: finora i finanziamenti europei erano quasi esclusivamente appannaggio delle grandi imprese. Ora vogliamo renderli accessibili anche alle realtà più piccole, che spesso non hanno la forza organizzativa e strutturale per partecipare ai bandi».


Procedura semplificata

L’altra parola chiave è infatti «semplificazione» della procedura. In che cosa consiste lo spiega l’assessore alle attività produttive Andrea Tronzano: «Le imprese non dovranno più presentarsi con un progetto definito entro una certa scadenza. Lo sportello resta aperto fino all’esaurimento delle risorse. L’obiettivo - sottolinea - è che le imprese tornino ad avere fiducia nella politica, che deve essere un partner nella promozione dello sviluppo e della crescita del tessuto produttivo».


Quattro filoni

La fiducia passa dalla concretezza. «I fondi - spiega ancora Cirio - sono a fondo perduto, cioè non prestiti da restituire ma soldi “veri”». Suddivisi in quattro filoni: 16 milioni sono stanziati per progetti di ricerca nei settori aerospazio, automotive, chimica verde, meccatronica, tessile, agroalimentare e innovazione per la salute. Altri 19 milioni sono destinati ai voucher per favorire l’accesso delle imprese alle infrastrutture di ricerca degli Atenei; 6,5 milioni sono destinati a supportare le Pmi nell’attività di sviluppo sperimentale e innovazione e altri dieci sono destinati a sostenere la crescita delle startup innovative, che continuano ad avere un elevato tasso di mortalità. «I beneficiari - ha sottolineato l’assessore all’Innovazione Matteo Marnati - dovranno attivare da 3 a 8 contratti di apprendistato, perché favorire le imprese vuol dire anche rilanciare l’occupazione».



Dell’urgenza di un salvagente per le Pmi si fa portavoce Corrado Alberto, il presidente dell’Api Torino: «Dopo lievi segnali di ripresa torna a prevalere un clima di incertezza. Ben vengano quindi tutte le misure volte a semplificare l’accesso alle risorse e gli incentivi a percorsi di aggregazione, anche temporanei, che aiutino le tante piccole eccellenze del nostro territorio a fare squadra per non lasciarsi affondare».


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Fonte: La Stampa di Torino

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