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Fondi Ue 2021-2027 per l’innovazione: nuova opportunità per il futuro dell'Italia

Aggiornato il: 25 lug 2019

La tendenza dei nuovi stanziamenti dei fondi Ue 2021-2027 dovrà essere quello di incentivare i settori innovativi e di investire per stimolare il potenziale innovativo dei territori permettendo lo sviluppo dell’economia regionale e nazionale. Se così non sarà, il Paese sarà destinato a un ulteriore declino.


L'obiettivo della programmazione dovrà essere quello di incentivare i settori innovativi e di investire al fine di stimolare il potenziale innovativo dei territori, e quella della programmazione dei fondi europei 2021-2027 potrà essere l’occasione per incrementare la spesa in ricerca e sviluppo che, in Italia, è sempre stata la meno sfruttata fra tutte le spese di investimento, relegato il Paese nelle retrovie della competitività europea e globale.


L’Italia, secondo il Quadro europeo di valutazione dell’innovazione 2019, ha un tasso d’innovazione inferiore alla media Ue e per questo è considerata un “innovatore moderato”.

Nonostante le nostre regioni abbiano forte capacità innovativa, ad oggi solo il Friuli Venezia Giulia risulta essere un “innovatore forte” in Europa.


L’Italia non è tra gli innovatori “forti”

L’Italia, nel complesso, non è un innovatore forte ed un paese che non innova o innova poco è un paese che perde competitività e la perdita di competitività è l’anticamera del declino.

Per l’Italia, quindi, la prossima programmazione sarà fondamentale.


Oggi la mancanza di innovazione ci ha fatto perdere capacità competitiva e ci ha spinto verso una situazione di declino dalla quale, se non si interviene subito, sarà difficile sollevarsi.


E' necessario avere il coraggio di investire sull’innovazione attraverso progetti ambiziosi.

Bisogna pensare a grandi progetti rivoluzionari a cui assegnare risorse sufficienti evitando di usare le risorse a scopi clientelari distribuendoli a pioggia e disperdendoli in mille rivoli.

Il vizio di fondo delle passate programmazioni dei Fondi strutturali è stato anche questo e il risultato evidente è stata la scarsa qualità e quantità dell’innovazione prodotta dal sistema Italia.


La programmazione 2021-2027 deve essere l’occasione per invertire la rotta e per avviare un percorso di crescita dell’innovazione e di crescita della competitività. Se sfrutteremo bene questa occasione il nostro futuro ed il futuro delle nostre aziende potrà essere più roseo.


L’Europa punta su ricerca e sviluppo

La prossima programmazione europea 2021-2027 punterà su ricerca e sviluppo molto più della 2014-2020. Attualmente l’Italia spende 6,7 miliardi di risorse legate alle politiche di coesione (4 miliardi dalle casse Ue, 2,7 da quelle nazionali) in ricerca e innovazione. La nuova programmazione si prevede che sarà di 272 miliardi di euro.


Gli investimenti dovranno essere concentrati su 5 obiettivi tematici:

sviluppo innovativo, intelligente e inclusivo, connettività, sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, amministrazione pubblica efficiente;


un’Europa più verde, a basse emissioni di carbonio e resiliente, transizione energetica, investimenti verdi e blu, l’economia circolare, l’adattamento ai cambiamenti climatici e la prevenzione dei rischi, nonché l’economia circolare;


un’Europa più interconnessa migliorando la mobilità;


un’Europa più sociale e inclusiva che attua il pilastro europeo dei diritti sociali;


un’Europa più vicina ai cittadini, promuovendo lo sviluppo sostenibile e integrato delle città e delle altre aree non urbane, attraverso iniziative locali.


Il Regolamento prevede che le Regioni (a seconda del grado di sviluppo) dovranno concentrare una percentuale predefinita di risorse su due dei cinque obiettivi: sviluppo innovativo (OT1) e ambiente (OT2).


Questo significa che:

a) le regioni più sviluppate dovranno concentrare il 50% in OT1 e il 30% in OT2;

b) le regioni in transizione dovranno concentrare il 40% OT1 e il 30%OT2;

c) le regioni meno sviluppate dovranno concentrare il 30% OT1 e il 30% OT1.


Questo nuovo Regolamento afferma, quindi, un principio fondamentale: che gli investimenti nello sviluppo innovativo, intelligente ed inclusivo devono costituire la parte prevalente degli investimenti programmati.


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